Domenica 25 gennaio 2026

Gesù inizia il suo ministero dopo aver saputo che «Giovanni era stato arrestato». È un'annotazione che va oltre il semplice significato cronologico. È già una prefigurazione della sorte che attende lo stesso Gesù: come tutti i profeti e come Giovanni Battista, anche Gesù subirà il martirio. Era logico aspettarsi che l'annuncio messianico partisse dal cuore del giudaismo, cioè da Gerusalemme, ed eccolo invece partire da una regione periferica, la Galilea, generalmente disprezzata e ritenuta contaminata dal paganesimo. Ma proprio ciò che costituisce una sorpresa è per Matteo il compimento di un'antica profezia e il segno rivelatore del messianismo di Gesù: un messianismo universale che rompe con decisione ogni forma di particolarismo. L'annuncio di Gesù - un annuncio abituale, ripetuto («da allora cominciò a predicare») - è riassunto da Matteo in una formula di estrema concisione: l'arrivo del Regno («il Regno di Dio è vicino») e l'imperativo morale che ne consegue («convertitevi»). L'episodio della chiamata dei primi discepoli è collocato sulla riva del lago, dove Gesù stava camminando e dove gli uomini erano intenti al loro lavoro. L'appello di Dio raggiunge gli uomini nel loro ambiente ordinario, nel loro posto di lavoro. Nessuna cornice sacra per la chiamata dei primi discepoli, ma lo scenario del lago e lo sfondo della dura vita quotidiana. I tratti essenziali di questo racconto sono quattro. Primo: la centralità di Gesù. Sua è l'iniziativa (vide, disse loro, li chiamò): non è l'uomo che si autogenera discepolo, ma è Gesù che trasforma l'uomo in un discepolo. Il discepolo, poi, non è chiamato ad impossessarsi di una dottrina, neppure anzitutto a vivere un progetto di esistenza, ma a solidarizzare con una persona («seguitemi»). Al primo posto c'è l'attaccamento alla persona di Gesù. Secondo: la sequela esige un profondo distacco. Giacomo e Giovanni, Pietro e Andrea lasciano le reti, la barca e il padre. Lasciano, in altre parole, il mestiere e la famiglia. Il mestiere rappresenta la sicurezza e l'identità sociale, il padre rappresenta le proprie radici. Si tratta, come si vede, di un distacco radicale. Terzo: a partire dall'appello di Gesù, la sequela si esprime con due movimenti (lasciare e seguire) che indicano uno spostamento del centro della vita. L'appello di Gesù non colloca in uno stato, ma in un cammino. Quarto: le coordinate del discepolo sono due: la comunione con Cristo («seguitemi») e una corsa verso il mondo («vi farò pescatori di uomini»). La seconda nasce dalla prima. Gesù non colloca i suoi discepoli in uno spazio separato, settario: li incammina sulle strade degli uomini.
L’espressione Galilea delle genti implica che questo territorio si fosse conformato alle usanze dei pagani qui residenti? (Esegesi Mt 4,15-15)
Fino agli anni ’70-’80 del secolo scorso si enfatizzava molto l’ellenizzazione, ovvero la tendenza a omologarsi ai costumi greci, dei Giudei abitanti in Galilea. Gli studi più recenti, però, concludono che la religiosità di questi israeliti non era inferiore a quella dei loro connazionali che risiedevano in Giudea. La presenza di due grandi città a prevalenza pagana come Sefforis e Tiberiade non implica di per sé che i Giudei della zona si recassero in quegli ambienti urbani per frequentare le terme o il teatro, ma questo non ha trattenuto gli studiosi più fantasiosi dal ritenere che il carpentiere Gesù avrebbe lavorato alla loro costruzione… Gli scavi archeologici hanno fatto riemergere numerose vasche usate per le abluzioni rituali, indizio di una certa devozione dei Galilei che ben si accorda con la descrizione che ne fa lo storico Giuseppe Flavio. La predicazione di Gesù nel vangelo di Matteo è rivolta essenzialmente alle «pecore perdute della casa di Israele» (Mt 15,24) ed è ragionevole pensare che nel suo ministero itinerante abbia incontrato molti Giudei di questa terra di frontiera che dovevano fronteggiare l’invadenza dei pagani e la supponenza dei correligionari di Gerusalemme. Se Gesù intendeva radunare tutto Israele in vista di una escatologia imminente è più che naturale che sia partito da questo territorio periferico.
|
|
VII DOMENICA DELLA PAROLA DI DIOSi celebra in questa domenica 25 gennaio 2026, la VII Domenica della Parola di Dio avendo come motto: “La parola di Cristo abiti tra voi” (Col 3,16).
| 
| La Domenica della Parola di Dio è una iniziativa profondamente pastorale per far comprendere quanto sia importante nella vita quotidiana della Chiesa e delle nostre comunità il riferimento alla Parola di Dio, una Parola non confinata in un libro, ma che resta sempre viva e si fa segno concreto e tangibile.
La Giornata odierna quest’anno coincide con la Festa della Conversione di San Paolo e la conclusione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. Il Primato della Parola nella vita di ciascun credente e di ciascuna comunità chiede a tutti noi ancora una conversione.
“L’espressione biblica con la quale si intende celebrare la VII edizione della Domenica della Parola di Dio è tratta dalla lettera di san Paolo ai Colossesi: “La parola di Cristo abiti tra voi” (3,16).
Ciò che abbiamo ricevuto dall’Apostolo non è un mero invito morale, ma l’indicazione di una forma nuova di esistenza. Paolo non chiede che la Parola sia soltanto ascoltata o studiata: egli vuole che essa ‘abiti’, cioè prenda dimora stabile, plasmi i pensieri, orienti i desideri e renda credibile la testimonianza dei discepoli. La Parola di Cristo rimane criterio sicuro che unifica e rende feconda la vita della comunità cristiana. […]
È particolarmente significativo che la celebrazione della Domenica della Parola di Dio quest’anno coincida con la celebrazione della conversione di San Paolo, giornata che conclude la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. La Parola che Cristo ha rivolto a Paolo sulla strada di Damasco ha colpito profondamente il suo cuore, in modo tale da fare di lui il grande evangelizzatore che conosciamo. Oggi tocca a noi far sì che la stessa Parola giunga fino ai confini della terra, così da trasformare la vita di tutti i popoli, abitando in mezzo a noi".
|
CORSO DI PREPARAZIONE AL MATRIMONIO CRISTIANO

| Lunedì 23 febbraio 2026 alle ore 20.45 inizia il corso di preparazione al matrimonio; è necessario iscriversi inviando un'email al seguente indirizzo:
parrocchia.gretta@carmeloveneto.it
|
| CATECHESI PER GIOVANI E ADULTI | 
|
Ogni lunedì e giovedì alle ore 20.30
nella sala S. Giovanni (entrata in via Ascoli)
|
|
Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani 2026 18 - 25 gennaio |
| La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ha come tema «Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati» (Efesini 4, 4). Per quest’anno, le preghiere e le riflessioni sono state preparate dai fedeli della Chiesa apostolica armena, in collaborazione con i loro fratelli e le loro sorelle delle Chiese armene cattoliche ed evangeliche. Il materiale proposto trae ispirazione da tradizioni secolari di preghiera e invocazioni, da sempre utilizzate dal popolo armeno, insieme a inni nati negli antichi monasteri e chiese dell’Armenia, alcuni dei quali risalgono al IV secolo. La Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani 2026 invita i fedeli ad attingere a questo patrimonio cristiano condiviso e ad approfondire la comunione in Cristo, che unisce i cristiani di tutto il mondo. «Più che un semplice ideale», si legge sul sito del Dicastero per l’unità dei cristiani, «l’unità è un mandato divino, centrale per la nostra identità cristiana. Essa rappresenta l’essenza della chiamata della Chiesa, una chiamata a riflettere l’unità armoniosa della nostra vita in Cristo, pur nella nostra diversità».
| Programma degli appuntamenti nella nostra Diocesi:
| sabato 24 ore 20.30:
| cineforum, nella sala chiesa greca (riva III Novembre, 7)
| domenica 25 ore 12.30:
| pranzo ecumenico con i poveri, a Madonna del Mare
|
La parrocchia nei giorni e orario indicati qui a fianco organizza un mercatino dove si può trovare oltre a costumi di carnevale e abbigliamento da sci, anche oggettistica varia, abiti, scarpe, ecc. Tutto in favore delle persone in difficoltà.
| MERCATINI di Carnevale e abbigliamento da sci: a gennaio martadì 27, mercoledì 28 giovedì 29; a febbraio martadì 3, mercoledì 4 giovedì 5 ORARIO: dalle 16.30 alle 19.00 |
Prima i bambini Spunti di riflessione per la 48ª Giornata nazionale per la Vita 1° febbraio 2026
| 
|
Anche quest’anno il Cav, Centro aiuto alla Vita di Trieste propone di sostenere la sua attività a favore della vita delle donne in attesa di un figlio e delle loro famiglie, con l’iniziativa “Una primula per la vita”. Il ricavato delle primule proposte nella Giornata per la vita è destinato per i Progetti Gemma, adozioni prenatale a distanza e per tutte le altre necessità e a sostegno della vita nascente.
La Giornata è nata dopo l’entrata in vigore della legge 194 che ha legalizzato l’aborto in Italia. «Una Giornata – scrissero allora i vescovi – per ricordare l’impegno di ogni giorno nell’educare, accogliere, proteggere, custodire ogni vita e di combattere l’aborto e ogni forma di violenza esistente nella società».
Il Messaggio per la Giornata di quest’anno ha per titolo “Prima i bambini” e si apre con il richiamo all’accoglienza gentile e affettuosa di Gesù verso i piccoli, immagine di Dio paragonato spesso ad una madre amorevole e un padre premuroso verso i bimbi. «Guardatevi dal disprezzare qualcuno di questi piccoli» (Mt 18,10).
Il Messaggio è un invito pressante a pensare alle varie situazioni nelle quali le vite dei bambini vengono molto spesso asservite agli interessi dei grandi. È un invito pressante a questa nostra società, ad ogni persona a pensare ai tanti, troppi bambini “vittime collaterali” delle guerre; ai bambini “fabbricati” in laboratorio; ai bambini cui viene sottratto il fondamentale diritto di nascere; a quelli implicati nei casi di separazione e divorzio dei propri genitori; a quelli fatti oggetto di attenzioni sessuali. Ai bambini lavoratori privati dell’infanzia e a quelli rapiti nelle tristi operazioni di pulizia etnica; a quelli coinvolti in violenze domestiche; a quelli costretti a migrazioni faticose e pericolose con esiti a volte mortali.
|

FAR CELEBRARE UNA MESSA
| 
| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
|
AIUTATECI !
| 
| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
|
|