
Di questa parabola si può fare una prima lettura: non chi dice «Signore, Signore» è vero discepolo, ma chi concretamente fa la volontà di Dio. È il fare che conta, non l'obbedienza apparente, l'entusiasmo facile e inconcludente. Per capire che cosa significhi per Matteo il verbo fare, bisogna leggere il grande affresco del giudizio (25, 31-46). Due i tratti principali: l'universalità («piccolo fratello di Gesù è qualsiasi bisognoso) e la concretezza del prendersi cura dei bisognosi di ogni genere, anche stranieri («ero straniero e mi avete ospitato»).
Ma questa prima lettura non ci porta ancora al centro della parabola, costituito dalla sorprendente affermazione: «Vi garantisco che i pubblicani e le prostitute entreranno prima di voi nel regno di Dio». Qui le parole di Gesù si fanno dirette, passano al voi e coinvolgono i suoi interlocutori e noi stessi. È chiaro che Gesù non intende porre un principio, come se volesse affermare che tutti i peccatori, per il fatto stesso di esserlo, entreranno nel Regno e che, al contrario, nessun giusto potrà entrare. Più semplicemente, Gesù constata una situazione di fatto, che però continua a ripetersi e che, in ogni caso, deve farci fare un esame di coscienza. Ecco la situazione: Gesù ha incontrato uomini giusti e praticanti e lo hanno rifiutato, e ha incontrato uomini della strada e lo hanno accolto. Di fronte a questa situazione possibile i cristiani devono riflettere, e comprendere che anch'essi – per primi – hanno bisogno di conversione e di perdono. La prima direzione della conversione è sempre verso se stessi.
È bene che ciascun cristiano (e anche la comunità) si ponga una domanda: come è possibile che tanti credenti di fronte a proposte evangeliche concrete si tirano indietro e ostacolano proprio quei tentativi che dovrebbero essere loro stessi a suscitare? Così – per fare un esempio – c'è chi crede nella carità evangelica, nella fratellanza cristiana, ma poi – inspiegabilmente – sostiene concezioni che sono l'opposto. Oppure, ci possono essere cristiani impegnati che, tuttavia, ostacolano ogni concreta iniziativa tesa a rendere la vita della comunità cristiana più attenta ai bisognosi. Tutto questo succede. Ha ragione il Vangelo: la conversione è anche per i giusti, non solo per i giudei.Esegesi Mt 21, 31 Come si deve intendere l’espressione «vi precedono»?
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Alla lettera, sembrerebbe solo una questione di priorità, ma diversi grammatici tendono a dare al verbo proagō un senso esclusivo: loro entrano e voi no. Una lettura in questo senso sarebbe giustificata anche da Mt 23,13, dove Gesù accusa lo stesso uditorio di non entrare nel regno dei cieli e di non permetterlo a chi vorrebbe farlo (Origene [17,5] invece è possibilista sul loro ingresso successivo).
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Fondo di solidarietà diocesana | E’ stato istituito un Fondo di solidarietà diocesana per sostenere parrocchie ed enti diocesani in difficoltà. I contributi che riceviamo sono insufficienti a far fronte alle innumerevoli spese di gestione, di manutenzione e per la carità a cui siamo chiamati come comunità cristiana. All’uscita dalla Messa siamo invitati a contribuire dando la nostra offerta o a farla pervenire nei prossimi giorni. La solidarietà tra le diverse parrocchie ed enti diocesani è una tappa importante della nostra testimonianza, ma necessita del contributo di tutti. Grazie per la vostra generosità. Enrico vescovo.
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| OTTOBRE MISSIONARIO E DEL ROSARIO
| • Inizia il mese di ottobre, dedicato alle Missioni e alla preghiera del Rosario. Per aiutarci a viverlo con maggiore consapevolezza siamo invitati ad ascoltare la testimonianza di un vescovo che vive nella regione più povera del mondo, tra miseria e violenza. L’incontro è per giovedì 1 ottobre, memoria di S. Teresa di Gesù Bambino, patrona delle Missioni, alle ore 20.00 nella parrocchia di S. Antonio T.. Parlerà mons. Christian Carlassare, Vescovo di Bentiu (Sud Sudan).
• Ogni giorno alle ore 17.30 in parrocchia recitiamo il S. Rosario, prima della S. Messa.
DOMENICA 4 OTTOBRE ALLE ORE 20.15 I giovani della nostra parrocchia animano l’adorazione eucaristica e la preghiera. Siamo invitati a vivere questo momento di intimità con il Signore.
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| In questa domenica viene presentata e consegnata la lettera pastorale del nostro Vescovo nella quale illustra le linee operative per il nuovo anno pastorale. Quello che colpisce è il fatto che non dà un nuovo programma a cui le parrocchie e i singoli cristiani si devono attenere, ma indica con forza quello che deve stare all’inizio di ogni programma e soprattutto ciò che non può mancare perché ogni proposta e iniziativa nel campo pastorale si possa dire cristiana. Il vescovo commenta il brano evangelico di Luca dove si parla della pesca miracolosa e la chiamata dei primi discepoli (Luca 5, 1-11). Il punto di partenza è molto forte. Pietro ha pescato tutta la notte, non ha preso nulla, ed è probabilmente stanco e deluso. Gesù gli dice di tornare al largo e di gettare nuovamente le reti. La risposta di Pietro è: “Maestro abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla, ma sulla tua parola getterò le reti”. Il Vescovo scrive che questa frase è il paradigma della vita cristiana: non si tratta di aspettare che le circostanze siano favorevoli, né di avere garanzie sul risultato. Si tratta di fare qualcosa perché ci si fida di colui che lo chiede. E questo viene applicato alla situazione concreta della Chiesa di oggi: calo della partecipazione, difficoltà nella trasmissione della fede, fragilità delle comunità cristiane, cambiamenti culturali, nuove tecnologie, individualismo.
Allora sorge una domanda.” Quando le nostre reti sembrano vuote, continuiamo a fidarci della parola di Gesù ?” L’invito è di leggere tutta la lettera pastorale (si può trovare in chiesa).
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FAR CELEBRARE UNA MESSA
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| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
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AIUTATECI !
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| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
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