Domenica 30 novembre - I di AVVENTO Viviamo l'Avvento aiutati dai Santi Carmelitani
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Le prime comunità cristiane vivevano nella fede del Cristo venuto e, insieme, nella certezza del suo ritorno. Lo scenario, dentro il quale veniva descritto il ritorno del Signore, è assai vario: si tratta sostanzialmente di un linguaggio, di fronte al quale le comunità si sentivano libere. Per comprendere pienamente la ragione e le modalità dell'attesa del Signore (alle volte persino impaziente) è bene partire da un'esperienza che i primi cristiani vivevano profondamente. Il Signore è già venuto ed è morto per noi, ma la storia sembra continuare come prima: ancora l'ingiustizia, la sopraffazione, la dimenticanza di Dio, il peccato. Da qui un modo cristiano originale di vivere nella storia: con un atteggiamento di vigilanza, fatto insieme di attesa e di impegno.
«Vigilate dunque, perché non sapete in quale giorno il Signore vostro verrà», così scrive Matteo (24,43). Qui vigilare non significa, come invece abitualmente nel mondo greco, lo svegliarsi per raccogliere tutte le proprie forze e per trovare in se stessi tutto il coraggio possibile, ma è uno svegliarsi per confidare in Dio e per aggrapparsi a Lui. Vigilare non è un rientrare in se stessi ma un uscire da sé per abbandonarsi al Dio. Si comprende come la parola vigilanza non dica direttamente qualcosa da fare, ma un modo di vivere e di guardare.
Non si sa quando il padrone torna, e perciò non si può programmare né l'imminenza né il ritardo, come invece ha fatto il maggiordomo infedele che - contando sul ritardo della venuta del Signore - cominciò a «percuotere i suoi compagni e a bere e a mangiare con gli ubriaconi» (Mt 24,49). Qui sembra che l'assenza di vigilanza si segnali per due caratteristiche: una vita godereccia e il far da padrone sugli altri uomini.
Qualche indicazione in più per comprendere meglio la vigilanza intesa dal Vangelo viene suggerita da alcuni termini che normalmente l'accompagnano. Per esempio, l'imperativo «guardate»: si tratta di guardare con attenzione, con concentrazione, senza lasciarsi distrarre. Vigilare è rimanere fermi nella parola del Signore, senza impazienze illusorie, senza dare ascolto a falsi profeti, persino senza lasciarsi incantare da «segni e portenti». L'imperativo del guardare con attenzione può comprendere anche la lucidità di non lasciarsi incantare dalla grandezza delle costruzioni dell'uomo, fossero pure costruzioni religiose! L'uomo vigile ne coglie la caducità: ai discepoli entusiasti della grandezza del tempio, Gesù ribatte che non resterà pietra su pietra.
Il Vangelo di Matteo suggerisce che la distrazione che distoglie dalla vigilanza non è necessariamente il piacere smodato, o la neghittosità, ma può essere anche il vivere senza sospetto. Come al tempo di Noè si mangia e si beve, si prende moglie e marito, senza accorgersi che il diluvio è imminente (Mt 24,38-39). Le troppe cose, anche se di per sé oneste, possono distrarre dalla questione fondamentale, sia nel senso di non rendere più avvertibile la venuta del Signore, sia nel senso di non accorgersi più del giudizio che è in atto nella storia e nella vita. Completamente immersi nelle preoccupazioni quotidiane si vive ignari del giudizio di Dio che incombe, persino senza avvertire che il mondo sta percorrendo una strada sbagliata.
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Esegesi di Matteo 24, 40-41 Le persone salvate sono quelle prese o quelle lasciate?
| Di per sé entrambe le soluzioni sono possibili perché non viene specificato il loro destino. Se teniamo conto del contesto, però, sembra che ad essere salvate siano quelle prelevate. Il verbo greco usato per indicare questa operazione (paralambanō) è lo stesso che descrive il salvataggio di Gesù dalla strage degli innocenti (Mt 2,13 ss.), mentre il lasciare ha normalmente una connotazione negativa che comporta l’abbandono al suo destino della cosa o persona negletta (cfr. Mt 19,29 o 26,56). A corroborare questa impressione vi è poi la situazione descritta nei versetti precedenti quando i giusti che si salvarono al tempo di Noè vennero presi a bordo dell’arca.
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CORONA D’AVVENTO
 La corona d'Avvento ha un significato simbolico legato alla preparazione spirituale per il Natale e alla vittoria della luce sulle tenebre. La sua forma circolare rappresenta l'eternità e l'unità di Dio, mentre i rami sempreverdi simboleggiano la speranza e la vita che trionfano sulla morte. Le quattro candele, accese ogni domenica di Avvento, rappresentano un progressivo aumento della luce che culmina con la nascita di Gesù.
Prima candela: chiamata "Candela del Profeta", ricorda le profezie sulla venuta del Messia.
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| Nei mesi di novembre e dicembre, in circa trenta parrocchie della diocesi di Trieste, si svolge il progetto Uniti Possiamo 2025: una raccolta fondi per il sostentamento dei sacerdoti italiani.
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I fondi 8×1000, destinati alla Chiesa Cattolica, sono in calo, inoltre questi fondi dovrebbero servire altri scopi: carità, culto e pastorale, emergenze e crisi umanitarie.
Ogni persona che fa un’offerta, contribuisce alle necessità quotidiane dei suoi sacerdoti ma anche di altri, meno fortunati e con comunità più piccole.
La tua offerta è fondamentale per il ruolo che i sacerdoti svolgono nella comunità in quanto essa assicura loro una minima sussistenza, permettendo loro di dedicarsi ai bisogni degli altri.
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 L’offerta è deducibile dal proprio reddito: potrai ottenere direttamente in parrocchia la ricevuta da utilizzare in sede di dichiarazione.
FAR CELEBRARE UNA MESSA
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| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
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| INCONTRO PER I LETTORI LITURGICI
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| Mercoledì 3 dicembre alle ore 18.30 in chiesa ci sarà un’incontro per tutti coloro che generalmente leggono nelle celebrazioni liturgiche (S. Messa, ecc.). Lo scopo dell’incontro è quello di migliorare il servizio che si svolge, togliere alcune abitudini che non sono inerenti alla lettura, offrire delle indicazioni biblico-liturgiche per proclamare la Parola di Dio. E’ importante che ci siano tutti: non è ammessa l’improvvisazione e la superficialità.
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AIUTATECI !
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| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. In questo mese dove tutto parla di regali, feste, viaggi, ecc. pensiamo a tanti nostri fratelli che non hanno spesso il necessario per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
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L’oratorio a Gretta
 L'oratorio parrocchiale è un centro di aggregazione e formazione della comunità parrocchiale, principalmente dedicato ai giovani, che offre non solo attività di catechismo e spiritualità, ma anche ricreative e sportive. È un luogo dove i ragazzi possono incontrarsi, divertirsi e crescere in un contesto cristiano, attraverso laboratori, sport, giochi e momenti di socializzazione, diventando un punto di riferimento per la comunità e le famiglie.
L'oratorio è aperto il mercoledì dalle ore 16.00 alle ore 18.30 ed è già iniziato un corso di accompagnamento con la chitarra per chi vuol imparare a suonare questo strumento.
Cerchiamo volontari (anche genitori) disposti a donare un po’ del loro tempo per questa iniziativa così importante e delicata. Se ci saranno delle adesioni apriremo l’oratorio anche in altri giorni.
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