Domenica 5 aprile 2026
“Sì, ne siamo certi: Cristo è davvero risorto! Alleluia”
Carissimi/e, il nostro augurio è che questo annuncio di speranza ci raggiunga e illumini la nostra vita.
Cristo Risorto è con noi,
ci prende per mano e ci accompagna nel nostro cammino, a volte faticoso.
Con gioia vi auguriamo una Santa Pasqua piena di speranza e di pace.
I Padri Carmelitani Scalzi

La risurrezione di Cristo è il cardine della fede, e proprio per questo le letture liturgiche della Pasqua sviluppano attorno ad essa un'ampia riflessione, che va dal racconto dell'avvenimento (Vangelo) al suo annuncio (Atti degli apostoli) e alle conseguenze morali che ne derivano (il passo paolino tratto dalla lettera ai Colossesi). Gesù non è vivo come è vivo un messaggio sempre attuale, o come è vivo un maestro nel cuore dei discepoli. Gesù è veramente risorto. Tanto che il sepolcro fu trovato vuoto (Gv 20,1-9) e le bende e il sudario, piegati con ordine: un indizio che smentisce la diceria di un frettoloso trafugamento del cadavere.
Ambedue i discepoli entrano nel sepolcro e vedono, ma solo del discepolo amato si dice che vide e credette. A che cosa è dovuta questa sua capacità di intuizione? Non si vede altra ragione che questa: è il discepolo che Gesù amava. La comprensione della risurrezione è un dono di Dio.
Nel passo degli Atti degli apostoli (10,34-43) si legge: «Essi lo uccisero appendendolo a una croce, ma Dio lo ha risuscitato al terzo giorno». Fra il giudizio di Dio e il giudizio degli uomini c'è un netto contrasto. Le valutazioni di Dio sono capovolte rispetto alle nostre. Gli uomini hanno condannato Gesù, Dio invece lo ha approvato e lo ha fatto risorgere. La risurrezione è un avvenimento che contiene un giudizio. Occorre mutare i nostri criteri di valutazione, il nostro modo di pensare Dio.
Nella seconda lettura Paolo riassume in due imperativi i nuovi comportamenti che il discepolo è chiamato ad assumere: «Cercate le cose di lassù, pensate alle cose di lassù». Dunque, il pensiero e la vita, i progetti e l'esecuzione, la coscienza e le scelte. Quali sono le cose di lassù da cercare e le cose di quaggiù da evitare? Qual è la parte di noi che dobbiamo scrollarci di dosso come un vestito logoro e sdruscito? Il vestito da deporre non è la parte corporea che deve essere mortificata per esaltare lo Spirito, né gli impegni del mondo che devono essere abbandonati per ritirarsi nella solitudine. Il vecchio vestito sono i valori illusori, distruttori ed egoistici, soprattutto quell'istinto del possesso che tanto spesso si trasforma in idolatria (Col 3,5). E il vestito nuovo è il superamento delle divisioni che oppongono l'uomo all'uomo, popolo a popolo, razza a razza (Col 3,11). Vestito nuovo sono i sentimenti di misericordia, di bontà, di umiltà, di pazienza: «Sopportandovi a vicenda e perdonandovi scambievolmente» (Col 3,12-13). |
| Come mai i discepoli di Emmaus non riconoscono Gesù?
Esegesi Lc 24,16-16
Nei racconti di apparizione del Risorto è presente spesso l’elemento del non riconoscimento, si pensi a Maria Maddalena che scambia Gesù per il giardiniere (Gv 20,15) e ai discepoli che lo identificano solo dopo la pesca miracolosa (Gv 21,7). Si può presumere che la fisionomia del Risorto non fosse del tutto identica a quella del Gesù che avevano conosciuto. Forse Luca vuole anche strizzare l’occhio ai suoi lettori provenienti dal mondo pagano e abituati all’elemento del personaggio in incognito che non viene riconosciuto dal suo ambiente (pensiamo ad Odisseo quando torna ad Itaca sotto mentite spoglie, ma gli esempi sono davvero numerosi). Però in questo frangente si assomma un elemento ulteriore, la difficoltà dei discepoli a entrare nel mistero di Gesù, un tema che l’evangelista ha già toccato in precedenza, riportando la loro incomprensione dell’evento della Passione (9,45 e 18,34). Perciò il non riconoscimento del Risorto è da collegare alla loro incomprensione degli eventi, cioè non sanno chi è davvero Gesù, come emerge anche dai loro discorsi. Questa impressione viene confermata anche dal modo di esprimersi di Luca: dicendo che «i loro occhi erano impediti a riconoscerlo» usa una formula particolare, il passivo divino, che suppone un intervento da parte di Dio che interviene in questo processo. Naturalmente questo intervento non va inteso come un’interferenza arbitraria da parte di Dio, ma va accostato al mistero dell’incomprensione delle parabole (Lc 8,10) dove interagiscono disegno divino e libera incredulità umana.
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| DOMENICA DI PASQUA 5 aprile 2026 SS. Messe ore 7.30/9.00/10.30/19.00 Vespro solenne ore 18.00
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LUNEDI’ DELL’ANGELO 6 aprile 2026 SS. Messe ore 7.30/9.00/10.30/18.00
| Il Lunedì dell'Angelo, noto anche come Pasquetta, si chiama così perché la tradizione cristiana commemora l'incontro tra l'angelo e le donne (Maria Maddalena, Maria madre di Giacomo e Salomè) giunte al sepolcro di Gesù. L'angelo annunciò loro la resurrezione di Cristo, dicendo: "Non è qui! È risorto".
Secondo i Vangeli (in particolare Marco 16,1-7), le donne trovarono la pietra del sepolcro spostata e un angelo annunciò la resurrezione.
Si celebra il messaggero celeste che comunica l'evento fondamentale della fede cristiana, ovvero la vittoria sulla morte.
Il termine "Pasquetta" invece è popolare e indica il giorno successivo alla domenica di Pasqua, spesso associato a scampagnate. In Italia, il Lunedì dell'Angelo è diventato festivo nel dopoguerra, istituzionalizzato per allungare la festività pasquale
Nella nostra parrocchia seguiamo questo orario per le S. Messe: 7.30-9.00-10.30-18.00
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GREST 2026 15 giugno - 3 luglio | 
| Clicca su ISCRIZIONE o sull'immagine per accedere al modulo on line
GREST 2026: iscrizioni, ultima settimana
L’estate si avvicina e il Grest è alle porte: Per vivere belle giornate ricche di allegria, amicizia e avventura, è necessario prepararsi. Ecco il tempo delle iscrizioni: fino al 10 aprile 2026 ci si può iscrivere sul sito della parrocchia. Allora …. fatevi avanti, i posti sono limitati!
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BENEDIZIONE PASQUALE DELLE FAMIGLIE
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| La BENEDIZIONE PASQUALE DELLE FAMIGLIE
è il segno che siamo parte di un’unica comunità che porta il nome della Santa Famiglia: e se davvero vogliamo vivere come comunità, è naturale ritrovarsi, guardarsi, condividere una visita almeno qualche volta durante l’anno. La comunità non è fatta solo di sentimenti ma di volti che si incontrano e camminano insieme.
La benedizione che viene rinnovata non è una magia: non cambia le cose come per incanto. È preghiera, supplica, desiderio che sale a Dio. È chiedere al Signore la sua luce, perché ci accompagni in ogni momento, sia quando tutto sembra andare bene sia quando la strada diventa più faticosa. Accogliere la benedizione significa rinnovare il desiderio di cercare il Signore nella preghiera personale e familiare, nei sacramenti che nutrono la vita, nei legami della comunità. È dire con semplicità: SIGNORE RESTA CON NOI.
Prosegue la benedizione delle famiglie. In questa settimana siamo in Via Rosazzo, Via del Collio, Strada del Friuli. Coloro che desiderano la benedizione e non sono residenti nella nostra Parrocchia, possono iscriversi in sacrestia.
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FAR CELEBRARE UNA MESSA
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| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
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AIUTATECI !
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| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
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