Domenica 24 maggio 2026

Luca descrive la venuta dello Spirito (Atti 2,1-11) utilizzando i simboli classici che accompagnano l'azione di Dio: il vento, il terremoto e il fuoco. Ma nel suo racconto c'è un simbolo in più: le lingue si dividono e si posano su ciascuno dei presenti, cosicché «incominciarono a parlare in altre lingue». Con questo diventa chiaro il compito di unità e di universalità a cui lo Spirito chiama la sua Chiesa. Luca si dilunga anche nel dire che la folla accorsa era composta di uomini di varie nazionalità (2,19-11). E aggiunge: «Ciascuno li sentiva parlare nella sua propria lingua» (2,8). È come dire che lo Spirito non ha una sua lingua, né si lega a una lingua o a una cultura particolare, ma si esprime attraverso tutte. Con la venuta dello Spirito a Pentecoste e la nascita della comunità cristiana inizia in seno all'umanità una storia nuova, rovesciata rispetto alla storia di Babele. Nell'antico racconto (Genesi 11,1-9) si legge che gli uomini hanno voluto, come conquista propria e non come dono, raggiungere Dio. È l'eterna tentazione dell'uomo di voler costruire una città senza Dio e cercare salvezza in se stessi. Ma al di fuori di Dio l'uomo non trova che confusione e dispersione. A Babele uomini della stessa lingua non si intendono più. A Pentecoste invece uomini di lingue diverse si incontrano e si intendono. Il compito che lo Spirito affida alla sua Chiesa è di imprimere alla storia umana un movimento di riunificazione. Ma nello Spirito, nella libertà e attorno a Dio.
Lo Spirito trasforma un gruppo di persone racchiuse nel Cenacolo, al riparo, in testimoni consapevoli e coraggiosi. Apre i discepoli sul mondo e dà loro il coraggio di proporsi in pubblico, raccontando davanti a tutti «le grandi opere di Dio». Tuttavia lo Spirito non sottrae la Chiesa all'incomprensione e al dissenso. Rende efficace l'annuncio, ma non lo sottrae alla discussione: «Alcuni erano stupiti e perplessi... altri li deridevano» (2,12-13). Come nella Pentecoste lucana, anche nel breve passo evangelico di Giovanni (20,19-23) è detto che lo Spirito ricrea la comunità degli apostoli e l'apre alla missione. Ma con più precisione di Luca, Giovanni afferma che lo Spirito è il dono del Cristo: «ricevete lo Spirito Santo». Gesù risorto non soltanto dona lo Spirito in vista della missione, ma anche in vista del perdono dei peccati. Viene da Giovanni posta una stretta relazione fra lo Spirito, la comunità dei discepoli e il perdono. La remissione dei peccati è una trasformazione che solo lo Spirito può compiere.
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I doni dello Spirito Santo
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| (...) Con il dono dello Spirito Santo, che è Dio, veniamo anche arricchiti delle “vitamine spirituali”: quelle prerogative senza le quali la vita del cristiano rimane immatura, incerta, incompleta.
Ecco gli altri quattro doni dello Spirito Santo.
Sapienza: perfeziona le virtù teologali della carità e della fede, facendo discernere e giudicare Dio e le cose sante; è una certa connaturalità che consente di formulare retti giudizi tu tutte le cose, riconducendole a Dio, loro principio, facendoci amare e gustare le verità divine (Gustate e vedete quanto è buono il Signore). Da sapere, ha la stessa origine di sapore, ed ecco perché Gesù dice dei suoi “Voi siete il sale della terra”, cioè coloro che hanno e portano il gusto e il senso della creazione, come opera sapiente di Dio.
Intelletto: riguarda tutte le verità rivelate (mentre la Scienza attiene alle sole cose create), facendocene penetrare l’intimo significato. I misteri della fede rimangono tali, al di là di ogni piena comprensione, ma l’intelletto ce li mostra credibili, armonizzati. Ci fa scorgere l’essenza, sotto le apparenze comuni, il senso delle Scritture nell’oscurità delle parole, la realtà significata dai simboli e le relazioni di cause ed effetto (es. l’azione della Provvidenza nei fatti della vita).
Consiglio: è una specie di un’intuizione spirituale che ci fa giudicare prontamente e sicuramente ciò che conviene fare, specie nei casi difficili. La ragione umana, buona e affinata quanto si voglia, nei casi più delicati, risulta lenta e non certa: lo Spirito Santo, illuminandola, le fa abbracciare tutto con un unico sguardo, indicandole con certezza cosa, come, quando fare o dire una certa cosa. Particolarmente necessario per sacerdoti, formatori e catechisti.
Fortezza: perfeziona la relativa virtù cardinale, dandole un impulso e un’energia per operare o patire lietamente grandi cose, superando tutti gli ostacoli. La sopportazione e il coraggio sono virtù che si possono acquisire con l’esercizio paziente, ma l’esercitarle eroicamente e con letizia è dono dall’alto. Non è questione di carattere forte, ma di virtù (principio) e grazia (coronamento) per cui gli ostacoli (specie le tentazioni) non impediscono il perseguire bene autentico, anche a costo di pagarne conseguenze serie.
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| FESTA DELLA FAMIGLIA
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| Domenica prossima celebreremo la festa della famiglia (compresa la famiglia parrocchiale).
Ecco il programma;
ore 10.30 S. Messa nella quale ricorderemo gli anniversari di matrimonio e ci sarà la seconda Comunione solenne dei bambini della prima Comunione;
ore 12.00 pranzo nel cortile della parrocchia (porta e condividi). E’ necessario iscriversi presso il proprio gruppo o in sacrestia.
Ore 13.30: giochi, canti, scenette allegre presentate dai nostri ragazzi.
Partecipiamo con spirito di vera famiglia.
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| Campagna Abbiamo Riso per Una Cosa Seria
| In questo week end di maggio 2026 (23/24) ritorna la campagna nazionale “Abbiamo riso per una cosa seria”, che quest’anno giunge alla 24esima edizione, a favore dell’agricoltura familiare in Italia e nel mondo, promossa da FOCSIV – Volontari nel Mondo.
I nostri volontari saranno presenti in numerose parrocchie e piazze per raccogliere le offerte a sostegno del progetto “Nutriamo il futuro” in Somalia e, a partire da 6 euro, offriranno 1 kg di riso ROMA 100% italiano della Riserìa Viazzo di Vercelli.
Anche la nostra parrocchia partecipa a questa iniziativa. Davanti alla chiesa ci sarà un banchetto con il riso. Aiutiamo chi ha bisogno di tutto.
| Lo Spirito più forte di ogni paura
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| Lo Spirito più forte di ogni paura
In origine la Pentecoste era la festa estiva della mietitura. Il giudaismo l’aveva trasformata nella festa della gioiosa commemorazione del dono del Decalogo sul monte Sinai. Per il cristianesimo la Pentecoste diventa la festa del dono dello Spirito Santo, lo Spirito Paraclito, lo Spirito Consolatore che accompagna la Chiesa nella sua missione fino alla fine dei tempi. Pentecoste, in greco, significa “cinquantesimo giorno”. E 50 è il risultato di 7 (numero simbolo della pienezza) moltiplicato per 7 più uno. A indicare proprio il massimo della pienezza. La Pentecoste cristiana è presentata due volte nel Nuovo Testamento.
La prima Pentecoste è quella che l’evangelista Giovanni colloca la sera stessa del giorno di Pasqua. Gli apostoli sono nascosti in un luogo segreto. Gli avvenimenti della giornata – la visita al sepolcro, la tomba vuota, l’annuncio della risurrezione – li hanno riempiti di dubbi e di speranze. Tuttavia sono ancora pieni di paure. Hanno timore dell’ostilità dei giudei ma soprattutto hanno paura di aver sprecato inutilmente la loro vita nel seguire Gesù o forse hanno paura di non essere all’altezza di fronte al compito che iniziano ad intravedere.
Anche noi qualche volta siamo impauriti e angosciati. La paura che nasce dal sospetto di aver riposto male la nostra fiducia: «E se non fosse vero il vangelo? E se la morte fosse la fine di tutto?». Oppure l’angoscia che nasce dal non sentirsi all’altezza del compito da svolgere: «Io proprio non ce la faccio ad essere un buon cristiano!».
Gesù, manifestandosi agli apostoli, dona loro la pace. Quella pace che nasce dalla consapevolezza di non essersi illusi, di non aver riposto male la propria fiducia. Gesù è risorto e vive per sempre. Le sue parole sono parole di verità e di vita eterna. L’angoscia di una vita senza senso lascia il posto alla serenità e alla gioia di una vita piena di senso. Anche la paura di non essere all’altezza della loro missione svanisce. Non sono soli, lo Spirito del Signore risorto li accompagna e li sostiene nella loro missione: «“Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anch’io mando voi”. Detto questo, soffiò e disse loro: “Ricevete lo Spirito Santo”» (Gv 20,21-22).
La seconda Pentecoste è quella descritta negli Atti degli Apostoli, ambientata – durante la Pentecoste ebraica – nel cinquantesimo giorno dopo la Pasqua. Il dono dello Spirito Santo dà agli apostoli il coraggio e la forza dell’annuncio del vangelo. Le persone presenti a Gerusalemme parlano lingue diverse e tuttavia ciascuno li sente parlare la propria lingua. Alla confusione e alla dispersione, alla divisione e all’odio di quanti seguono lo spirito dell’egoismo e della “carne”, si oppongono ora la concordia, la comprensione e l’armonia che lo Spirito Consolatore intesse nella storia. La Chiesa, pur parlando le tante lingue degli uomini, proclama un unico linguaggio, quello del Cristo e dell’amore.
La storia continua e si ripete. Chi rinnova la sua fede nel Signore risorto, continua a ricevere il dono dello Spirito. Lo Spirito anche oggi aiuta a vincere ogni paura e a rendere coraggiosa ed efficace la testimonianza dei discepoli.
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MESE DI MAGGIO - MESE MARIANO
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| Il mese di Maggio è tradizionalmente consacrato alla preghiera mariana. Per tutto il mese intensificheremo la nostra preghiera a Dio, meditando assieme alla Regina del Cielo i misteri della Salvezza operata da nostro Signore e consegnatici nel Vangelo (misteri gaudiosi, luminosi, dolorosi e gloriosi). Maggio simboleggia la vita e la luce, periodo ideale per onorare Maria che ha portato al mondo Cristo. È vista come madre in cui confidare e rifugio per i fedeli.
Durante il mese, è frequente la recita quotidiana del Rosario, in chiesa o in famiglia, e la pratica di adornare edicole mariane e altari con fiori (in particolare gigli bianchi).
Papa Pio XII, con l'enciclica Ingruentium malorum (1951), e Papa Paolo VI, con Mense Maio (1965), hanno fortemente raccomandato la recita del Rosario a maggio come preghiera di pace e per le famiglie.
Pertanto tutte le sere nella nostra parrocchia (esclusa la domenica), alle ore 17.30 reciteremo il Rosario.
| | La Prima Comunione
Testimonianza di una grande festa

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Lo scorso 3 maggio, alla S. Messa delle ore 10.30, si sono celebrate le prime Comunioni di 10 bambini della nostra parrocchia.
Sono entrati in chiesa con le loro tuniche candide ed in mano il bel giglio bianco segno della purezza che in quel momento era davvero l’immagine che quei dieci visetti emozionati lasciavano trasparire.
E’ stata una festa e come per una grande festa si sono preparati.
All’inizio del loro percorso hanno dovuto dividere il loro tempo con tutti gli altri impegni, ma questo primo importante appuntamento l’hanno vissuto in totale esclusività, pronti e desiderosi di ricevere Gesù Eucaristia.
Sono stati chiamati per nome ed il loro “eccomi” è stato deciso e limpido, ed è giunto con chiarezza a tutta la comunità parrocchiale.
Ma il momento più bello è stato quando, commossi, si sono accostati per la prima volta al Sacramento dell’Eucaristia; momento di gioia, partecipazione e sostegno per tutti.
Testimoni consapevoli, hanno reso il loro grazie per il grande dono dell’amore di Gesù cibo che nutre e fonte che disseta, pronti a portarlo a chi ancora non lo conosce.
Accompagniamo questi bambini anche durante il loro cammino di crescita e testimonianza; questo bel momento di fede condivisa può essere davvero una ri-partenza non soltanto per loro ma per tutta la comunità parrocchiale.
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| GREST 2026 15 giugno - 3 luglio
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| BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE
Prosegue la benedizione delle famiglie. In questa settimana siamo in Via Venzone, Gradisca, Baseggio. Coloro che desiderano la benedizione e non sono residenti nella nostra Parrocchia, possono iscriversi in sacrestia.
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FAR CELEBRARE UNA MESSA
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| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
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AIUTATECI !
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| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
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