
Il canto di Isaia 5,1-7 è un piccolo capolavoro, e prepara la parabola di Gesù. Il profeta si serve di un'allegoria per descrivere in profondità la monotona storia del suo popolo. Viste in superficie, le vicende di Israele sembrano varie, ma in profondità ripetono costantemente lo stesso motivo: da una parte l'amore di Dio, dall'altra il tradimento del popolo. Ma è una storia – dice Isaia – che non può continuare all'infinito. La pazienza di Dio ha un limite e ci sarà un giudizio (5,3). Dio si aspettava uva pregiata, e invece ebbe uva scadente (5,2). Fuori metafora: si aspettava giustizia ed ecco oppressione, si aspettava rettitudine ed ecco la disonestà (5,7). A questo punto non resta che il castigo: la vigna cadrà in rovina, non sarà più coltivata e vi cresceranno rovi e pruni. Ma il castigo di Dio non è mai per sempre. Le minacce di Dio sono per convertire, non per distruggere.
È chiaro che la parabola di Gesù ricalca il canto della vigna del profeta, introducendo però almeno due precisazioni. La prima è che il peccato non consiste semplicemente in una generica disobbedienza a Dio, ma nel fatto ben più preciso che vengono uccisi i profeti e, alla fine, lo stesso Messia. Si tratta di un duro giudizio su Israele, ma se Matteo lo riporta è perché costituisce un perenne avvertimento anche per i cristiani.
La seconda precisazione è che il castigo consiste nel fatto che il Regno sarà tolto ai capi d'Israele e sarà dato ai pagani. Sarà tolto ai vicini e passerà ai lontani. Anche questo è un duro giudizio, ed è un perenne monito per i cristiani. Dio è fedele al suo popolo, alla sua comunità, ma non al punto che il suo disegno di salvezza venga interrotto e che le sue esigenze di verità e giustizia vengano messe da parte. Se i cristiani rifiutano, le sue esigenze di giustizia troveranno altrove il modo di esprimersi.
A questo punto è opportuno aggiungere un'altra precisazione. Nell'allegoria di Isaia il padrone si aspettava uva pregiata e invece ha trovato uva scadente. Nella parabola invece non è anzitutto questione di frutti. I contadini non vogliono riconoscere il padrone come tale. Questo è il loro peccato. Si comportano come se la vigna appartenesse a loro. E quando uccidono il figlio lo dicono chiaro: vogliono farsi eredi e padroni. Ma rifiutando la signoria di Dio, rifiutano la pietra angolare, l'unica che tiene il mondo in piedi. Senza il riconoscimento di Dio, il mondo non sta in piedi, la convivenza si frantuma.
Esegesi Mt 21, 33 Cosa indica metaforicamente la vigna?
| Origene dimostra incertezza: «Volendo attenerti allo stretto senso del testo scritto del Vangelo, non potrai dimostrare chiaramente che il popolo sia la vigna. Ma forse nel Vangelo la vigna è il regno di Dio». Di più ampie vedute è l’interpretazione di S. Ireneo che vede nella vigna l’umanità intera.
| Mt 21, 43 A chi sarà dato il regno di Dio?
| | Nel giudizio di Gesù, viene tolto ai suoi interlocutori (cioè gli attuali capi religiosi) e dato ad un popolo che lo farà fruttificare. Il problema, però, è capire a chi si riferisca nel concreto. Quando vuole indicare i pagani, Matteo usa il plurale ta ethnē («i popoli»), mentre qui abbiamo ethnos al singolare, perciò l’idea di sostituzione dai Giudei ai pagani che tanta eco ebbe tra i padri antichi non pare suffragata dal testo. Gli interpreti più sensibili al dialogo con Israele cercano di evitare una lettura del testo in chiave sostitutiva da Israele alla Chiesa e leggono ethnos in una maniera molto blanda, come se indicasse un gruppo di persone non meglio specificato, la cui composizione può essere molto varia. La bocciatura non riguarda affatto Israele come popolo, ma soltanto la generazione di capi religiosi che hanno rifiutato Gesù. L’ethnos che diventa erede del regno di Dio non si identifica in contrapposizione a Israele ma a chi non porta frutti, perciò la questione qui appare più etica che etnica.
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Fondo di solidarietà diocesana | E’ stato istituito un Fondo di solidarietà diocesana per sostenere parrocchie ed enti diocesani in difficoltà. I contributi che riceviamo sono insufficienti a far fronte alle innumerevoli spese di gestione, di manutenzione e per la carità a cui siamo chiamati come comunità cristiana. All’uscita dalla Messa siamo invitati a contribuire dando la nostra offerta o a farla pervenire nei prossimi giorni. La solidarietà tra le diverse parrocchie ed enti diocesani è una tappa importante della nostra testimonianza, ma necessita del contributo di tutti. Grazie per la vostra generosità. Enrico vescovo.
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| OTTOBRE MISSIONARIO E DEL ROSARIO
| • Inizia il mese di ottobre, dedicato alle Missioni e alla preghiera del Rosario. IL Papa ci ha chiesto di pregare il Rosario per la pace. Ci troviamo ogni giorno alle ore 17.30 in parrocchia.
• In questa domenica alle ore 20.15 i giovani animano l’adorazione eucaristica e la preghiera. Siamo invitati a vivere questo momento di intimità con il Signore.
• Sabato 10 ottobre, alle ore 15.30, nella Cattedrale di san Giusto martire, il Vescovo mons. Enrico Trevisi, presiede la Celebrazione eucaristica durante la quale conferirà l'ordine del diaconato ai Seminaristi Giulio Barelli, Andrea Grigoli, Marijo Karadakić e a Alessandro Lombardi, candidato al diaconato permanente.
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| La lettera pastorale del nostro Vescovo nella quale illustra le linee operative per il nuovo anno pastorale. Quello che colpisce è il fatto che non dà un nuovo programma a cui le parrocchie e i singoli cristiani si devono attenere, ma indica con forza quello che deve stare all’inizio di ogni programma e soprattutto ciò che non può mancare perché ogni proposta e iniziativa nel campo pastorale si possa dire cristiana. Il vescovo commenta il brano evangelico di Luca dove si parla della pesca miracolosa e la chiamata dei primi discepoli (Luca 5, 1-11). Il punto di partenza è molto forte. Pietro ha pescato tutta la notte, non ha preso nulla, ed è probabilmente stanco e deluso. Gesù gli dice di tornare al largo e di gettare nuovamente le reti. La risposta di Pietro è: “Maestro abbiamo faticato tutta la notte e non abbiamo preso nulla, ma sulla tua parola getterò le reti”. Il Vescovo scrive che questa frase è il paradigma della vita cristiana: non si tratta di aspettare che le circostanze siano favorevoli, né di avere garanzie sul risultato. Si tratta di fare qualcosa perché ci si fida di colui che lo chiede. E questo viene applicato alla situazione concreta della Chiesa di oggi: calo della partecipazione, difficoltà nella trasmissione della fede, fragilità delle comunità cristiane, cambiamenti culturali, nuove tecnologie, individualismo.
Allora sorge una domanda.” Quando le nostre reti sembrano vuote, continuiamo a fidarci della parola di Gesù ?” L’invito è di leggere tutta la lettera pastorale (si può trovare in chiesa).
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FAR CELEBRARE UNA MESSA
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| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
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AIUTATECI !
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| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
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