Domenica 1 marzo 2026
 Link: Esercizi spirituali online per la Quaresima 2025
Gesù si trasfigura: le vesti candide e il volto splendente ci pongono in direzione del Figlio dell'uomo di Daniele, glorioso e vincitore, e ci rivelano che Gesù, incamminato verso la Croce, è in realtà il Signore, è il Risorto. La via che Gesù sta percorrendo nasconde un significato pasquale. Ma si tratta di un anticipo fugace e provvisorio: la strada da percorrere è ancora quella della Croce. E difatti i tre discepoli prediletti, chiamati a vedere in anticipo la gloria di Gesù, sono i medesimi che nel Getsemani, saranno chiamati a vedere la sua debolezza.
La trasfigurazione non è soltanto la rivelazione dell'identità profonda di Gesù e del suo cammino. È nel contempo una rivelazione dell'identità del discepolo. La via del discepolo è ugualmente incamminata verso la croce e la risurrezione. Nel cammino della fede non mancano momenti chiari, gioiosi, all'interno della fatica dell'esistenza cristiana. Occorre saperli scorgere e saperli leggere. Il loro carattere è però fugace e provvisorio, e il discepolo deve imparare ad accontentarsi. Non sono il definitivo, la meta, ma soltanto un anticipo profetico di essa.
Mosè ed Elia sono personaggi particolarmente qualificati a discorrere con Gesù nel suo cammino. Mosè guidò il popolo di Dio nel passaggio dall'Egitto alla terra promessa. Chiamato da Dio a guidare la marcia di Israele verso la libertà, provò ripetutamente l'amarezza della contestazione e dell'abbandono; e morì alle soglie della terra promessa, senza la soddisfazione di entrarvi. Ma Mosè non venne mai meno nella sua fede. Elia - profeta fra i più tenaci, insofferente a ogni forma di idolatria e della corruzione del governo - conobbe la via della fuga, del deserto e della solitudine, ma anche la gioia della presenza del Signore e il conforto della sua parola. Gesù è incamminato verso la Croce, ma è il profeta definitivo, l'ultima parola di Dio: «ascoltatelo». L'atteggiamento fondamentale del suo discepolo è l'ascolto. «Sollevando gli occhi non videro più nessuno, se non Gesù solo»: il discepolo non vede più la gloria del Signore Gesù, gli resta però il Gesù terreno e gli resta la parola della voce che gli spiega chi Egli è. Non si tratta di una parola che trasmette nozioni qualsiasi. Racconta chi è Dio, chi siamo noi, e qual è il senso della storia nella quale viviamo. Dunque una parola che indica ciò che dobbiamo fare e come dobbiamo interpretare le cose che accadono. Non resta che ascoltarla con cuore attento, obbedienza e conversione. Questa è la fede. E questa è l'unica via che conduce alla Pasqua.
| ESEGESI di Matteo 17,3-3 Perché accanto a Gesù trasfigurato compaiono proprio Mosè ed Elia?
Le ragioni per cui appaiono queste due figure accanto a Gesù possono essere molteplici, perché si tratta di due personaggi complessi che hanno lasciato una traccia significativa nella tradizione giudaica. Ordinariamente si ritiene che rappresentino la Legge (che Mosè ricevette da Dio) e i Profeti (di cui Elia fu insigne esponente), ma la distinzione degli ambiti non andrebbe esagerata perché Mosè stesso si definisce un profeta (cfr. Dt 18,15), perciò entrambi appartengono alla tradizione profetica.
Più significativo è che entrambi ebbero un’apparizione divina sul monte Sinai/Oreb, per cui la loro presenza si giustifica bene in un contesto in cui Gesù manifesta la sua gloria divina. Successivamente i padri daranno alla evocazione della coppia un significato più morale e Crisostomo li considera dei modelli per i discepoli «in modo che diventino mansueti come Mosè, pieni di zelo come Elia, misericordiosi come entrambi» [56,2].
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| QUARESIMA IN PARROCCHIA
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| Preghiera
Ore 6.10 Canto delle lodi e preghiera personale (dal lunedì al venerdì)
Ore 17.00 Adorazione eucaristica (al giovedì)
Ore 17.10 Via Crucis (al venerdì)
Ore 11.30: il Vangelo della Domenica (alla domenica dopo la Messa delle ore 10.30).
Digiuno
Accogliendo l’invito del Papa (vedi il suo messaggio): disarmiamo il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie).
Elemosina
Aderire alla campagna della Caritas per le “Povertà invisibili”. Chi vuole donare del denaro lo metta nella cassetta al centro della chiesa).
Indicazioni circa il digiuno e l’astinenza
| Secondo il Codice di Diritto Canonico i fedeli cattolici di tutti i riti latini sono tenuti contemporaneamente sia al digiuno sia all'astinenza dalle carni due volte l'anno, il Mercoledì delle Ceneri e il Venerdì Santo. L'obbligo del digiuno inizia a 18 anni compiuti (mentre l'obbligo di astinenza dalle carni inizia a 14 anni). L'obbligo del digiuno termina a 60 anni iniziati. La regola del digiuno obbliga a fare un solo pasto durante la giornata, ma non proibisce di prendere un po' di cibo al mattino e alla sera, attenendosi, per la quantità e la qualità, alle consuetudini locali approvate. L'acqua e le medicine sia solide sia liquide si possono assumere liberamente. |
| CATENA EUCARISTICA PER LA PACE
| | Il Vescovo dispone che il 4 marzo in ogni parrocchia si celebri una S. Messa per pregare per le vittime della guerra e invocare una pace “disarmata e disarmante” in Ucraina, Terra Santa e in tutto il mondo. L’iniziativa è promossa dal Consiglio delle Conferenze Episcopali d’Europa (CCEE). Si tratta di una catena di preghiera che lega tutti i popoli e le chiese d’Europa.
Siamo invitati alla Messa delle ore 18.00 in parrocchia.
| Alla scuola dei Santi Josemaría Escrivá de Balaguer Cercare Dio nella vita quotidiana

| Nuovo appuntamento in questa domenica alle ore 11.30 della “Scuola dei santi”. Verrà presentata la figura di Josemaría Escrivá de Balaguer, (Barbastro, 9 gennaio 1902 – Roma, 26 giugno 1975), un presbitero spagnolo, fondatore dell'Opus Dei, canonizzato nel 2002 da papa S. Giovanni Paolo II.
San Josemaría Escrivá ha aperto una nuova strada di santificazione nella Chiesa Cattolica, ricordando che tutti gli uomini possono raggiungere la santità compiendo il loro lavoro e i loro impegni quotidiani con spirito cristiano. “Il mio sogno è che vi sia una moltitudine di figli di Dio che si santificano vivendo la condizione comune dei loro simili, condividendone le ansie, le aspirazioni, gli sforzi” (San Josemaría).
| ADORAZIONE EUCARISTICA

| Domenica 1 marzo alle ore 20.15 i giovani animeranno l’adorazione eucaristica. Siamo invitati a partecipare.
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BENEDIZIONE PASQUALE DELLE FAMIGLIE
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| La BENEDIZIONE PASQUALE DELLE FAMIGLIE
è il segno che siamo parte di un’unica comunità che porta il nome della Santa Famiglia: e se davvero vogliamo vivere come comunità, è naturale ritrovarsi, guardarsi, condividere una visita almeno qualche volta durante l’anno. La comunità non è fatta solo di sentimenti ma di volti che si incontrano e camminano insieme.
La benedizione che viene rinnovata non è una magia: non cambia le cose come per incanto. È preghiera, supplica, desiderio che sale a Dio. È chiedere al Signore la sua luce, perché ci accompagni in ogni momento, sia quando tutto sembra andare bene sia quando la strada diventa più faticosa. Accogliere la benedizione significa rinnovare il desiderio di cercare il Signore nella preghiera personale e familiare, nei sacramenti che nutrono la vita, nei legami della comunità. È dire con semplicità: SIGNORE RESTA CON NOI.
In questa settimana inizieremo la benedizione delle famiglie. Un avviso appeso all’entrata del condominio o della casa avvertirà del giorno in cui i sacerdoti passeranno.
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FAR CELEBRARE UNA MESSA
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| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
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AIUTATECI !
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| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
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