Domenica 28 giugno 2026

Il passo evangelico presentato in questa domenica è la conclusione del grande discorso missionario di Matteo. Queste ultime parole, però, non sono più rivolte ai missionari, ma a coloro che li accolgono. È come accogliere Gesù stesso. Di più: è come accogliere il Padre. Nel concetto di accoglienza è in primo piano l'aspetto di ascolto, di accettazione del messaggio che i missionari portano. Questo significa, appunto, accogliere un profeta come profeta. Non è una cosa facile, perché l'annuncio che il profeta porta provoca divisioni: la scelta pro o contro Cristo – una scelta che non tollera compromessi – divide l'umanità, la famiglia e il cuore di ciascuno. Spesso vorremmo che i profeti ci aiutassero ad aggiustare i nostri compromessi e che giustificassero i nostri falsi pacifismi. Ma il profeta su questo è intollerante. Ecco perché accogliere i profeti è difficile quasi come fare il profeta! Ed ambedue avranno lo stesso premio.
Ma l'accoglienza ha anche una seconda direzione: «Chi darà da bere anche solo un bicchiere d'acqua fresca a uno di questi piccoli...»: il tema dell'accoglienza dei piccoli è per l'evangelista un tema di primaria importanza tanto da farne la chiave della grande parabola del giudizio (25,31-46). Ma c'è ancor prima un altro tema: l'affermazione del primato assoluto del Regno di Dio. Ho detto «regno di Dio», ma l'espressione è qui impropria: Gesù parla infatti della sua persona («chi ama il padre più di me»). L'attaccamento a Gesù deve superare ogni altro legame. Il primato di Gesù non va solo affermato e riconosciuto a parole, ma concretamente nella sequela: «Chi non prende la sua croce e non mi segue, non è degno di me». La via della Croce è un modo nuovo di vedere le cose e di agire, di valutare e di scegliere: la via della Croce è la via del dono di sé, della solidarietà, della rinuncia a fare della propria persona il centro attorno a cui tutto deve ruotare. Ma nessuna paura: questa logica, così diversa da quella abituale, non è generatrice di morte, ma di vita: «Chi avrà perduto la sua vita per causa mia, la troverà». Nessun dualismo, né antropologico né escatologico, nel modo di intendere quest'ultima affermazione. Non si tratta di perdere la vita «materiale» a vantaggio di quella «spirituale», né si tratta di perdere la vita in questo mondo per trovarla nell'altro. Si tratta, piuttosto, di una vita che raggiunge l'uomo di qua e di là: un modo di vivere meglio nel mondo, una vita buona, che è tanto forte da vincere anche la morte.
| Note di esegesi biblica Mt 10,40 Su cosa si fonda l’identificazione tra Gesù e il discepolo?
| | Alcuni vedono qui l’applicazione del principio dello shaliah, cioè la figura dell’inviato ufficiale del sinedrio che lo rappresentava legalmente portando in sé tutte le prerogative di quella istituzione. In tal modo l’autorità di cui era rivestito era quella del mandante. Questo ufficio potrebbe spiegare bene la delega che Gesù conferisce ai suoi discepoli, ma non abbiamo fonti contemporanee a lui che possano attestare l’effettiva diffusione della prassi.
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| GREST 2026: BELLA FRA! | 
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Abbiamo terminato la seconda settimana del Grest, siamo entrati nel vivo di questa esperienza che coinvolge ragazzi, adolescenti, animatori, adulti. Come dicevamo la settimana scorsa la figura di S. Francesco d’Assisi è entrata a piene mani nel Grest, come? Nella prima settimana abbiamo conosciuto il sogno che Francesco aveva e coltivava (diventare cavaliere, ricco e famoso), ma anche come questo sogno è svanito e come il Signore lo ha chiamato a seguire un’ altro sogno: diventare come Lui. In questa settimana invece, ci siamo soffermati sulla nuova famiglia che Francesco conosce fatta di poveri, disperati, e soprattutto giovani che desiderano stare con lui e condividere la sua vita. Abbiamo riflettuto che non basta essere amici di Gesù se non si diventa fratelli di tutti gli uomini. Amare non solo Gesù ma anche coloro che Gesù ama. Questo Francesco lo ha compreso e vissuto. E tutto questo mentre le varie attività del Grest si svolgevano: giochi, laboratori, gite, servizi vari (anche lavare i piatti!), ecc. Soprattutto abbiamo capito che Francesco giorno dopo giorno stava compiendo un miracolo tra di noi: nascevano amicizie nuove, si allacciavano rapporti nuovi, ci si accorgeva di quelli che stavano un po’ ai margini delle nostre attività e abbiamo cercato di coinvolgerli con delicatezza e simpatia, soprattutto Francesco ci sta facendo innamorare di Gesù come ha fatto lui. E questo è la cosa più bella del Grest.
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| Giovedì 25 giugno - "Alla scoperta del Creato" - attività nel parco di Miramare
| E’ trascorsa la prima settimana del Grest e ringraziando il Signore tutto si è svolto bene, con tanta allegria e partecipazione. Il Grest è un’occasione unica di incontro, crescita e condivisione per bambini, ragazzi e animatori. Non solo un’attività ricreativa, ma un percorso educativo che si prende cura delle giovani generazioni durante l’estate, offrendo loro un ambiente sicuro e stimolante dove poter crescere nella fede e nei valori cristiani. E’ la figura di S. Francesco d’Assisi ad accompagnarci in quest’anno che ricorda 800 anni dalla sua morte. Il Grest è un’esperienza che rappresenterà un pezzo significativo della crescita dei nostri ragazzi e giovani. Al Grest sono presenti piccoli e grandi: intervengono figure volontarie , persone disponibili, ragazzi che vivono il cammino di iniziazione cristiana, ma anche molti altri che non fanno parte dei gruppi parrocchiali in modo stabile o che appartengono ad altre religioni; famiglie più partecipi, ma anche tante altre famiglie che non vivono il cammino comunitario nell’ ordinario, ecc. Tutto questo è il Grest, ma anche tanto altro, fatto di piccoli gesti e di mille occasioni spesso nascoste ma sempre cariche di speranza. La visita che il nostro Vescovo ci ha fatto in questa settimana, ci ha incoraggiato ad andare avanti, anche se non siamo sotto i riflettori mediatici, che non cerchiamo, ma certi che dal piccolo seme qual è il Grest, può nascere un grande albero ricco di frutti buoni.
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| | Giovedì 18 giugno - S. Messa nella chiesa dei frati cappuccini di Montuzza | | -------------------------------------------
Lettera alle comunità e agli organismi pastorali della diocesi
| La sinodalità come chiamata alla corresponsabilità e alla cura delle relazioni
- parte II
Le relazioni e gli organismi partecipativi: sfide e opportunità
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| Le riflessioni del Consiglio Pastorale Diocesano confermano che oggi le relazioni sono spesso fragili, superficiali o funzionali, spesso viste come una modalità di portare l’altro sulle mie posizioni e non un momento di confronto. Viviamo di fretta, distratti dalle reti sociali, e anche le relazioni ne portano il segno. In alcune comunità pesano ancora divisioni culturali o ideologiche che ostacolano il confronto sereno.
La relazione con Cristo è la sorgente da cui nasce la capacità di accogliere le diversità, di accompagnare le famiglie specialmente nella prova, di costruire comunità aperte e ospitali. Per questo la Chiesa è chiamata a essere luogo di ascolto, di accoglienza e di ripartenza nelle relazioni. L’evangelizzazione passa soprattutto attraverso relazioni autentiche, attraverso il superamento di pregiudizi e l'accoglienza delle diversità sociali, culturali e linguistiche: le persone si avvicinano alla fede perché incontrano altre persone in uno spirito di fraternità.
Gli organismi partecipativi
La situazione dei consigli pastorali parrocchiali è molto diversificata: in alcuni casi il parroco presenta proposte già definite; in altri si ascolta molto, ma poi non seguono decisioni coerenti; altrove i consigli non vengono convocati o non esistono; spesso c’è scarsa disponibilità a farne parte o un atteggiamento passivo.
Si incoraggia a sostenere e valorizzare i consigli pastorali, pur con forme adeguate ai contesti locali. Perché siano realmente efficaci, è necessario che i membri siano animati da senso di corresponsabilità e aperti a un cammino di formazione.
Un consiglio pastorale vitale è quello che segue un metodo concreto: partendo dalla cura del discernimento comunitario, cammina secondo il criterio di progettare – realizzare – verificare; mette in rete le diverse realtà della parrocchia e le esigenze specifiche della comunità, garantendone la rappresentatività; stimola la libertà di parola e il confronto sincero; vede un parroco capace di ascoltare e di lasciarsi interpellare.
Del consiglio per gli affari economici dovrebbero far parte componenti preparati professionalmente e con senso di corresponsabilità. Così costituito, questo consiglio affianca il parroco nell'affrontare e studiare molti problemi e individuare soluzioni; quando ben funzionante, può anche sollevare il parroco da diverse incombenze, ferma restando la sua responsabilità nel prendere la decisione finale.
Conclusione
Come Consiglio Pastorale Diocesano e Consiglio Presbiterale, insieme al Vescovo Enrico, desideriamo ribadire che il cammino sinodale non è un progetto da svolgere, ma uno stile di Chiesa da vivere. È un invito a riscoprire la bellezza dell’ascolto, la forza delle relazioni autentiche, la gioia della corresponsabilità. È un appello a tutti – nessuno escluso – a mettersi in gioco per il Vangelo e per le nostre comunità.
Ringraziamo di cuore ciascuno per il servizio che svolge. Il Signore continui a donarci il suo Spirito perché possiamo essere una Chiesa viva, accogliente e missionaria.
Con stima e gratitudine,
Il Consiglio Pastorale Diocesano
Il Consiglio Presbiterale
Vescovo Enrico
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Giugno: mese dedicato al Sacro Cuore
| Nella tradizione cattolica, giugno è dedicato al Sacro Cuore di Gesù perché la sua solennità liturgica cade sempre in questo mese (il primo venerdì dopo il Corpus Domini).
Il mese è legato a questa specifica devozione per diverse ragioni chiave. La devozione è fortemente radicata nelle visioni avute da Santa Margherita Maria Alacoque in Francia nel XVII secolo. La prima grande apparizione avvenne proprio nel mese di giugno (il 16 giugno 16759. In quel giorno il Figlio di Dio mostrò alla giovane religiosa francese il suo cuore ardente. In seguito descrisse che dal Cuore di Gesù emanavano fiamme d’amore; che quel cuore era circondato da una corona di spine e che da esso fluiva sangue a causa di una ferita. Inoltre, sopra di esso si innalzava una croce.
Il Cuore rappresenta l'amore incondizionato e sconfinato di Cristo per l'umanità. Giugno, celebrando anche la Pentecoste e il Corpus Domini, viene visto come il momento ideale per contemplare l'effusione dello Spirito Santo e l'Eucaristia come doni scaturiti direttamente dal Cuore di Gesù.
«Ecco quel Cuore che ha tanto amato gli uomini; e, in cambio, dalla maggior parte degli uomini ricevo ingratitudine, irriverenza e disprezzo», disse Gesù alla santa.
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| LUNEDÌ 29 GIUGNO SI CELEBRA LA FESTA DEI SANTI PIETRO E PAOLO una delle solennità liturgiche più antiche e importanti del calendario cristiano
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| La festività commemora il martirio a Roma dei due apostoli, che rappresentano i pilastri e le fondamenta della Chiesa. Pietro (la "roccia" su cui edificare la Chiesa) e Paolo (l'apostolo dei Gentili) vengono celebrati insieme nonostante avessero storie e ruoli molto diversi. Insieme incarnano l'universalità del messaggio cristiano. Il 29 giugno fu scelto perché tradizionalmente ritenuto l'anniversario della loro morte o della traslazione delle loro reliquie.
| | Estate: tempo di buone letture
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| | La stagione estiva, non offre solamente occasioni di viaggi, divertimento, risposo, vita all’aperto, ma anche tempo di buone letture. Coltiviamo questa opportunità con libri che non solo arricchiscono il nostro sapere, anche il nostro spirito. La spiritualità carmelitana è ricca di sapienza. Nella nostra chiesa si possono trovare libri che ci nutrono e ci aiutano a vivere il nostro quotidiano illuminati dall’esperienza di Santi che hanno lasciato un segno nella storia della chiesa.
In particolare vi consigliamo: “Il volto dei Santi” (volume terzo). Scritto da P. Antonio M. Sicari, presenta 10 volti che impersonano in modo diverso le ricchezze del mistero di Cristo, sempre inesauribile, ora attraverso la confessione della fede fino all’effusione del sangue, ora nell’esperienza di una carità che nessuno esclude; ora nel ritiro contemplativo di chi dal cuore di Dio trae forza taumaturgica; oppure lo slancio missionario teso a portare Cristo a tutti i popoli; infine, come manifestazione di una giovinezza piena di costanza nella quotidiana scoperta dell’amicizia di Gesù e nella dedizione verso i più piccoli.
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FAR CELEBRARE UNA MESSA
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| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
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AIUTATECI !
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| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
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