Domenica 8 marzo 2026
 Link: Esercizi spirituali online per la Quaresima 2025
Il cammino che la donna di Samaria percorre non è senza resistenze. L'evangelista Giovanni sa molto bene che la ricerca di Dio da parte dell'uomo corre sempre il pericolo di rinchiudersi in se stessa, è sempre minacciata, e di queste resistenze mette lucidamente a nudo le radici. L'evangelista sfrutta molto – qui e altrove – il motivo dell'incomprensione. Vuole evidenziare che l'uomo, abbandonato a se stesso, non è capace di capire la parola di Dio, né di raggiungerla, né di interpretare correttamente le proprie attese. La donna intuisce qualcosa del dono di cui Cristo parla (l'acqua), ma lo interpreta sul metro delle proprie preoccupazioni: «Signore, gli disse la donna, dammi di quest'acqua, perché non abbia più sete e non continui a venire qui ad attingere acqua» (4,15). La tentazione di chi cerca Dio è sempre di rinchiudere il dono di Dio dentro la propria attesa. Ma Dio non si lascia rinchiudere nelle attese dell'uomo: le dilata. La donna cerca di situare Gesù nelle categorie religiose tradizionali, ma Gesù non esita a mostrare la loro inadeguatezza. Per due volte – a proposito del dono dell'acqua e del luogo del culto – la donna evoca la grandezza dei patriarchi (4,12.20), evoca il passato: la sua ricerca è chiusa nel passato. Gesù la costringe a guardare al futuro e a prendere coscienza che nel mondo è arrivata la novità e che questa rinnova il problema dalle fondamenta.
Infine, con la sua ultima affermazione (4,25) la donna mostra di restare ancora in attesa di un futuro, chiusa dentro l'attesa messianica tradizionale: «So che deve venire il Messia (cioè il Cristo): quando egli verrà, ci annunzierà ogni cosa». Gesù attira l'attenzione su di sé, sul presente: «Sono io, che ti parlo» (4,26). La donna deve accorgersi – e solo così la sua ricerca giunge al termine – che il futuro da lei sperato ha già avuto inizio.
Ci restano ancora due piccole annotazioni. La prima è che la donna, giunta al punto in cui Gesù intendeva condurla, lascia le sue precedenti preoccupazioni e corre in città (4,28). Il suo incontro con Cristo si fa corale e missionario. La seconda è che i samaritani giungono alla fede stimolati dalla testimonianza della donna, ma poi abbandonano questa testimonianza per far posto all'esperienza personale: «Dicevano alla donna: non è più per la tua parola che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il salvatore del mondo» (4,43). Questo cammino/ricerca della donna di Samaria è, ovviamente, un'immagine del cammino di ogni uomo verso Dio.
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| QUARESIMA IN PARROCCHIA
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| Preghiera
Ore 6.10 Canto delle lodi e preghiera personale (dal lunedì al venerdì)
Ore 17.00 Adorazione eucaristica (al giovedì)
Ore 17.10 Via Crucis (al venerdì)
Ore 11.30: il Vangelo della Domenica (alla domenica dopo la Messa delle ore 10.30).
Digiuno
Accogliendo l’invito del Papa (vedi il suo messaggio): disarmiamo il linguaggio, rinunciando alle parole taglienti, al giudizio immediato, al parlar male di chi è assente e non può difendersi, alle calunnie).
Elemosina
Aderire alla campagna della Caritas per le “Povertà invisibili”. Chi vuole donare del denaro lo metta nella cassetta al centro della chiesa).
Venerdì 13 marzo Giornata di preghiera e digiuno per la pace | |
L’escalation di violenza in Medio Oriente rischia di trascinare l’umanità in una guerra di proporzioni planetarie, una nuova inutile strage dalle conseguenze incalcolabili. Unendo la propria voce a quella di Papa Leone che ha chiesto di “fermare la spirale della violenza prima che diventi una voragine irreparabile”, la Presidenza della Conferenza Episcopale Italiana promuove una Giornata di preghiera e digiuno per venerdì 13 marzo. L’invito è rivolto a tutte le comunità ecclesiali affinché chiedano al Re della Pace di salvare l’umanità dagli orrori e dalle lacrime di tutti i conflitti in corso.
La Presidenza della CEI ribadisce, ancora una volta, che la guerra non è e non può mai essere la risposta; che la logica della forza non può e non deve sostituirsi alla paziente arte della diplomazia, unica via percorribile per la risoluzione di controversie e contese; che il rumore assordante delle armi non può soffocare la dignità e le legittime aspirazioni dei popoli; che la paura e la minaccia non possono vincere sul dialogo e sul bene comune. |
| | Il libro del mese Un libro consigliato per prepararci alla settimana santa

| Questa breve e pur densa antologia con testi spirituali di santi e autori antichi e moderni si ispira alle parole di santa Chiara di Assisi: “Vedi che Cristo si è fatto oggetto di disprezzo per te. Vedi il più bello tra i figli degli uomini divenuto per la tua salvezza il più vile tra gli uomini”. Si propone una volta di più in questo lavoro la verità su Dio e la verità sull’uomo. Accostarsi a Cristo, morto in croce per salvarci, è un sentire profondamente quanta speranza c’è nella nostra fede e quanta ragione di essere fieri della croce. Il tema si snoda in otto meditazioni con testi:
1. Il lieto annuncio della croce
2. Lo scandalo della croce
3. Guardare la croce
4. Croce e peccato
5. Croce e misericordia
6. Croce e dolore redento
7. Stare sotto la croce
8. L’Addolorata.
(Lo puoi trovare tra qualche giorno in sacrestia)
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BENEDIZIONE PASQUALE DELLE FAMIGLIE
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| La BENEDIZIONE PASQUALE DELLE FAMIGLIE
è il segno che siamo parte di un’unica comunità che porta il nome della Santa Famiglia: e se davvero vogliamo vivere come comunità, è naturale ritrovarsi, guardarsi, condividere una visita almeno qualche volta durante l’anno. La comunità non è fatta solo di sentimenti ma di volti che si incontrano e camminano insieme.
La benedizione che viene rinnovata non è una magia: non cambia le cose come per incanto. È preghiera, supplica, desiderio che sale a Dio. È chiedere al Signore la sua luce, perché ci accompagni in ogni momento, sia quando tutto sembra andare bene sia quando la strada diventa più faticosa. Accogliere la benedizione significa rinnovare il desiderio di cercare il Signore nella preghiera personale e familiare, nei sacramenti che nutrono la vita, nei legami della comunità. È dire con semplicità: SIGNORE RESTA CON NOI.
Prosegue la benedizione delle famiglie. In questa settimana siamo in Via Bonomea, Salita di Gretta, Strada del Friuli. Coloro che desiderano la benedizione e non sono residenti nella nostra Parrocchia, possono iscriversi in sacrestia. Un avviso appeso all’entrata del condominio o della casa avvertirà del giorno in cui i sacerdoti passeranno.
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FAR CELEBRARE UNA MESSA
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| La Messa è la più grande e bella preghiera che noi possiamo far celebrare ai sacerdoti per le nostre intenzioni. Si tratta di un atto di fede nella forza dell’offerta di Cristo al Padre. In ogni Messa noi offriamo le nostre intenzioni di preghiera, le nostre richieste, i nostri ringraziamenti nella preghiera perfetta di Cristo.
PERCHE’?
• Per dire grazie. Rendere grazie a Dio per un evento felice nella tua famiglia, una grazia ottenuta, un anniversario di nascita o di matrimonio ….
• Per un’intenzione particolare. Per la pace nel mondo, per un amico in difficoltà, per le vocazioni, per la società …
• Per una vicinanza. Chiedere l’aiuto a Dio di accompagnarci nei momenti importanti o difficili della nostra vita.
• Per i nostri defunti. Affidare i nostri cari defunti alla misericordia di Dio per l’intercessione della chiesa.
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AIUTATECI !
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| Tre volte alla settimana distribuiamo generi alimentari per le famiglie o per le persone in difficoltà. I volontari della nostra S. Vincenzo vengono a contatto con tante realtà di sofferenza, di bisogno e spesso di solitudine ed emarginazione. Ma il più delle volte vengono richiesti generi alimentari per vivere. Aiutaci ad aiutare!
Necessitiamo di: - zucchero - riso - caffè
- tonno in scatola - legumi in scatola - passata di pomodoro
- olio di oliva - olio di semi - biscotti - detersivo per lavatrice - ammorbidente – shampoo – articoli per igiene personale.
Se vuoi contribuire porta in chiesa quanto il tuo cuore ti suggerisce. Grazie.
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